Italian Arabic Chinese (Simplified) English French German Portuguese Russian Spanish

La Commedia

La prima collezione di  Frammenti  è intitolata ‘La Commedia’ ed è dedicata al teatro ed in particolar modo alla Commedia dell’Arte, una forma di rappresentazione teatrale nata e sviluppatasi in Italia nel corso del Cinquecento. La popolarità della Commedia dell'Arte, sia in Italia sia all'estero, fu straordinaria, tanto che nel XVII secolo, i governi di Spagna e Francia cercarono di censurare e regolamentare questa forma teatrale,  a causa della grande diffusione che ebbe in tutta Europa ed a causa della schiettezza degli argomenti in essa trattati. Fu  molto popolare soprattutto in Francia, dove veniva recitata dagli attori della Comédie-Italienne, nome assunto dal teatro dell'Hôtel de Bourgogne quando, a partire dal 1680, vi si installarono i comici italiani.

Le rappresentazioni non erano basate su testi scritti ma dei canovacci detti anche scenari; i primi tempi erano tenute all'aperto con una scenografia fatta di pochi oggetti. Le compagnie erano composte da dieci persone: otto uomini e due donne. I comici della Commedia dell'Arte introdussero infatti un elemento nuovo e di portata dirompente e rivoluzionaria per quel tempo: la presenza delle donne sul palcoscenico.

la maschera più nota della Commedia dell'Arte fu Arlecchino, originario di Bergamo, nel nord Italia che rappresentava il servo furbo e sciocco allo stesso tempo, ladro, bugiardo e imbroglione, in perenne conflitto col padrone e costantemente preoccupato di racimolare il denaro per placare il suo insaziabile appetito.

Pulcinella è invece una delle maschere più note della tradizione napoletana. La sua origine risale ai primi anni del Seicento, essendo la sua presenza documentata da diverse raffigurazioni dell'epoca. Alcuni tuttavia rintracciano le sue origini nei personaggi delle "fabulae atellanae" dell’antica Roma, di cui conserva alcuni caratteri esteriori e interiori, come la gobba e il ventre sporgente, unite ad una certa malizia.

C’è poi Pantalone. L'origine della maschera è sicuramente veneziana, come il dialetto nel quale si esprime. Il costume ci appare caratterizzato da lunghi pantaloni attillati di colore nero, una giubba rossa, una lunga zimarra nera, le pantofole ed una maschera dal lungo naso a becco. Un corto spadino e la borsa contenente i denari (la "scarsela") completano l'abbigliamento del personaggio. Il carattere è estremamente vitale e sensuale, caricatura del mercante mediamente anziano, ancora attratto dalle grazie delle giovani donne, spesso in conflitto con i giovani per procurarsene i favori.

Tartaglia è una maschera di origina veronese, caratterizzata oltre che da una forte miopia da una inguaribile e pertinace balbuzie, da cui il nome, è generalmente compresa, insieme a Pantalone e il Dottore, nel gruppo dei vecchi apparendo in numerosi scenari nella parte di uno degli Innamorati.

Si ritiene sia nata nel 1630 ad opera di un certo Beltrami di Verona. Vario è il suo stato sociale da notaio a avvocato, da usciere a farmacista.
La collezione de ‘La Commedia’ include le due maschere che maggiormente simboleggiano la nascita della commedia dell’arte italiana e che, nella loro semplicità rappresentano i due stati d’animo opposti,  ‘Piangi’ e ‘Ride’.